Voglia di futuro

30 Marzo 2008 - 05:05 Nessun commento »

Per una di quelle ironie in cui la storia è maestra, l’ingresso nel Duemila e l’allungamento della vita hanno estirpato, almeno in questa fetta di mappamondo, il desiderio di futuro. Gli individui, le famiglie, le aziende e gli Stati pattinano su un eterno presente, attraversato da torcicolli nostalgici per un passato ingigantito dai ricordi e un avvenire che si pone come orizzonte estremo la fine del mese. 2008

L’idea che un raccolto copioso abbia bisogno di semine lunghe e un progetto ambizioso di investimenti non immediatamente remunerativi sembra essere diventata il ghiribizzo di qualche sognatore, mentre per millenni è stato il propellente del progresso Continua »


La storia delle canoe by Sole24Ore.com

23 Febbraio 2008 - 18:26 Nessun commento »

Think Different

8 Febbraio 2008 - 02:45 Nessun commento »

Geniale

30 Gennaio 2008 - 16:50 Nessun commento »

 

 


Ma il cielo è sempre più BLU

26 Gennaio 2008 - 03:50 1 Commento »

Quinto potere

20 Gennaio 2008 - 02:02 Nessun commento »

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Nous ne sommes pas en 1929 . Non siamo nel 1929

15 Gennaio 2008 - 15:31 Nessun commento »

Qualche giorno fa ho trovato sul quotidiano francese “Le Monde” Le Mondequesto articolo che ho voluto tradurre e semplificare per chi non capisce il francese, per chi non ha troppa dimestichezza con questa lingua o con i termini tecnici.

di Nicolas Bavarez

Il 2008 sarà dominato sul piano economico dalla crisi finanziaria nata nell’estate 2007 che ancora non ha toccato l’apice. La crisi è multiforme: accumula un regressione del ciclo economico mondiale dopo il punto di massima toccato nel 2006, un crack immobiliare et lo sgonfiamento della bolla sulla liquidità che si traduce con il razionamento dei crediti bancari e l’aumento dei tassi d’interesse che accompagna ovviamente la rivalutazione dei rischi. La crisi è globale, cioè si estenderà dall’economia finanziaria (borse, mercati, speculazioni&co.) all’economia reale (frutta, carne, autobus, caffé…) attraverso la diminuzione dei consumi e degli investimenti; dagli Stati Uniti al Giappone all’Europa e poi ai paesi emergenti quali Cina, India e Brasile ad esempio. La crisi è strutturale e duratura dato che porrà fine ad un modello di crescita fondato sulla sicurezza del consumatore americano, sull’abbondanza e il basso costo del credito, sulla diminuzione parallela dell’inflazione, dei tassi d’interesse, dei costi delle materie prime e dei beni industriali che ora cede il posto ad una spinta generale dei prezzi e dei salari - dalla Cina agli Stati Uniti passando per la Germania. Continua »